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MATTEO LUIGI NAPOLITANO Professore di Storia delle relazioni internazionali. Mi occupo in particolare di diplomazia vaticana, di Guerra fredda e di politica estera italiana. Sono altresì Delegato internazionale del Pontificio Comitato di Scienze storiche per i temi di storia contemporanea. Fra i miei hobby: lettura, musica, poesia, internet, aviazione, avionica. I miei blog su Splinder sono attualmente: diplomatichistory, officinanotturna, stateofthenation,vaticanfiles.

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domenica, 20 gennaio 2008

Padre Adolfo Nicolás, nuovo Padre Generale dei Gesuiti

Padre Adolfo Nicolas
E’ tornato da dov’era partito: confratello tra i confratelli. E’ stato impressionante vedere stasera Padre Hans Kolvenbach, l’ormai ex Padre generale del Gesuiti, sedere fra i banchi dei confratelli concelebranti per la Messa d’insediamento del nuovo Generale, celebrata alle 16,00 nella Chiesa del Gesù, nell'omonima piazza di Roma.



Contrariamente alla regola che vuole il Preposito Generale dei Gesuiti in carica a vita proprio come il Papa (da qui il soprannome di “Papa nero”), Kolvenbach aveva già sottoposto la sua richiesta di dimissioni a Giovanni Paolo II, che le aveva rifiutate per non creare un precedente. Riproposte al nuovo pontefice, questi le ha accettate.

Da qui la necessità di eleggere il successore di Kolvenbach, all’inizio dei lavori della XXXV Congregazione Generale, che ha chiamato a Roma 216 delegati dei Gesuiti di tutto il mondo, i quali ieri hanno eletto, al secondo scrutinio (aveva mancato il quorum al primo turno per un soffio) lo spagnolo Padre Adolfo Nicolás, divenuto il 29° Preposito generale della Compagnia di Gesù.

Persona mite, colta e con alle spalle una lunga esperienza in Estremo Oriente (come si evince dal suo profilo ufficiale), cinque lingue (Spagnolo, Giapponese, Inglese, Francese, Italiano) parlate correntemente, il nuovo Generale dei Gesuiti ha fatto conoscere subito le sue doti comunicative raccontando, all’inizio della Messa di stasera, un’episodio che ha suscitato ilarità. Secondo l’uso, non appena eletto, prima della Messa d’insediamento anche lui era stato condotto, come nuovo Generale, nelle stanzette della Residenza del Gesù (che ospitava fino a ieri lo stesso Padre Nicolás) dove Sant’Ignazio scrisse le Costituzioni dell’Ordine. Accompagnato dai quattro delegati più anziani e da quello più giovane, a porte chiuse gli sono stati letti i passi delle Costituzioni sui doveri del Padre Generale. «Ascoltando questa lettura e ancora scioccato per ciò che era accaduto – ha detto – il primo impulso è stato quello di fuggire da quel luogo. Ma le porte erano state chiuse».

Gremita di gesuiti e di fedeli la Chiesa del Gesù, molto partecipata la Messa; emozionante è stato il momento conclusivo, col nuovo Generale che si è recato all’altare di Sant’Ignazio, realizzato dal gesuita Andrea Pozzo alla fine del Seicento, per venerare le reliquie del Santo. L’altare, con la statua d’argento del Santo, è svelato da un meccanismo che fa scendere la pala, attribuita allo stesso Andrea Pozzo con sant'Ignazio che riceve da Cristo risorto il vessillo con il monogramma “JHS”, ossia del nome stesso di Gesù.

Nei “corridoi ignaziani” si mormora che, durante la votazione, sia stato per diverso tempo in lizza, come nuovo Padre Generale, l’italiano Padre Federico Lombardi, l’attuale capo della Sala Stampa vaticana. Lo dimostrerebbe la frenetica “istruttoria” in Curia sul padre Lombardi: in pratica un’ampia rassegna del suo curriculum vitae; proprio mentre si stava votando il successore di Kolvenbach.

 

APPENDICE DOCUMENTARIA A CURA DELL'UFFICIO STAMPA DELLA CURIA GENERALIZIA DELLA COMPAGNIA DI GESU'

Ufficio Stampa S.J. Roma, Italia , infosj@sjcuria.org

Congregazione Generale 35

 
 
VERSO L’ELEZIONE DEL PADRE GENERALE
 

Dopo quattro giorni di preghiera, riflessione e consultazioni reciproche, i 217 elettori della 35ª Congregazione Generale il 19 gennaio sono pronti per votare per un nuovo Superiore Generale. La giornata inizia alle 8:00 con la messa concelebrata nella Chiesa di S. Spirito in Sassia (di fronte alla Curia). Alle 9:30 gli elettori si riuniscono in aula, recitano il Veni Creator Spiritus, ascoltano una esortazione letta dal Padre Jacques Gellard, Assistente ad providentiam, e si consacrano alla preghiera personale per il resto di un’ora.

Poi come prescritto dalla Formula, ogni elettore scrive a mano sulla scheda ricevuta il nome della persona da lui scelta come Superiore Generale. Al termine della votazione, il Padre Peter-Hans Kolvenbach, insieme al Segretario della Congregazione (P. O. Torres) e al suo Assistente (P. I. Echarte) giurano a Dio di compiere fedelmente il dovere di ricevere e rendere pubblici i voti.  Questi sono quindi raccolti e contati. Colui che ne riceve la maggioranza (109 voti) è considerato eletto. Immediatamente il suo nome viene comunicato al Santo Padre

 Il decreto riguardante l’elezione deve essere scritto a mano dal Segretario della Congregazione e firmato dal Padre Kolvenbach, che legge in latino: Ego Peter-Hans Kolvenbach, S.J., auctoritate Sedis Apostolicae et universae Societatis, Reverendum Patrem N…declaro electum in Praepositum Generalem Societatis Jesu, in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti (“dichiaro il Padre … eletto Generale della Compagnia di Gesù in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”). Quindi il Generale eletto si reca verso il crocefisso posto al centro dell’aula, e fa la sua professione di fede: Io, … credo fermamente a ognuna e a tutte le verità contenute nel Simbolo della Fede.
 

A questo punto gli elettori, primo fra tutti il Padre Kolvenbach, seguito dal Segretario e il suo Assistente, sfilano a rendere omaggio al nuovo Superiore Generale. Dopo di ciò vengono aperte le porte dell’aula e la comunità della Curia entra per porgere il suo saluto all’eletto. Tutti insieme si recano quindi nella cappella per una breve preghiera di ringraziamento.

 
MESSA DI RINGRAZIAMENTO (20 gennaio)
 

Il giorno dopo l’elezione, domenica 20 gennaio, alle ore 16.00 una messa concelebrata ha luogo alla Chiesa del Gesù. Pochi minuti prima della Messa, il Padre Generale, accompagnato da quattro elettori e un diacono, si reca nelle “camerette di Sant’Ignazio”, dove egli scrisse le Costituzioni e morì. Dopo un momento di preghiera in silenzio, il diacono legge un passaggio dal Vangelo di San Matteo (Mt. 23,8-12):  Ma voi non vi fate chiamare Maestro perché uno solo è il vostro Maestro … e non vi fate chiamare guide perché una sola è la vostra guida, il Cristo, ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.

Poi il più anziano dei quattro elettori si rivolge al Padre Generale e legge alcuni brani della Parte IX delle Costituzioni dove il Fondatore della Compagnia ha indicato le virtù e le qualità che dovrebbe avere il Superiore Generale. Le parole di Ignazio, lette là proprio dove egli le scrisse, assumono un profondo significato.
 
Al termine di questa cerimonia il Padre Generale insieme al piccolo gruppo inizia la processione verso la chiesa. Dopo la messa egli si reca all’altare di Sant’Ignazio dove continua ad ardere il lume votivo acceso il giorno di apertura della Congregazione Generale, e venera le spoglie di Ignazio conservate nell’urna posta sotto l’altare.
 
STATIO NELLA CAPPELLA
DELLE CAMERETTE DI SANT’IGNAZIO (20 gennaio)
 
 
Il Preposito Generale eletto, accompagnato da quattro rappresentanti degli elettori e dal diacono, si reca nella Cappella delle Camerette di sant’Ignazio.
 

Qui si ferma un momento in preghiera silenziosa, quindi il diacono proclama la pericope evangelica di Mt 23, 8-12:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.

Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».

Parola del Signore.


Il diacono dà il Libro dei Vangeli al Preposito Generale da venerare e baciare. Quindi lo colloca aperto sull’altare, perché continui a illuminare la preghiera della Compagnia.

Quindi il più anziano dei quattro elettori si rivolge al P. Generale, ricordandogli le qualità che deve possedere, ampiamente desunte dal capitolo secondo della Parte IX delle Costituzioni:

 
Paternità,

il Signore ti ha scelto come successore di sant’Ignazio alla guida della sua Compagnia.

Ricorda le qualità che le Costituzioni raccomandano che devono attendersi dal Preposito Generale:

sii sempre intimamente unito al Signore, perché la familiarità con Dio nella preghiera e in tutta la tua attività sia fonte di grazia per l’intero corpo apostolico della Compagnia.

Sii per noi esempio di virtù, risplenda in te la carità verso tutti e la vera umiltà:

questo ti renderà amabile davanti a Dio nostro Signore e davanti agli uomini.

Tieniti libero dalle passioni, vivi con mortificazione e rettitudine, perché sia sempre limpido il tuo giudizio e ognuno sia edificato dalla tua integrità.

Sappi temperare la benignità con la fermezza, la giusta indulgenza con la severità, perché in tutto appaia la carità di Cristo Signore.

 

Sopporta con fortezza d’animo le debolezze di tanti e persevera con costanza davanti alle avversità, confidando non nelle tue forze, ma nell’amore e nella grazia di Dio.

Sii retto nella dottrina, sapiente nei tuoi giudizi, prudente nelle tue decisioni, illuminato nel discernere gli spiriti, vigilante nel condurre a buon fine ciò che ti è affidato.

Non cercare la stima e gli onori degli uomini, ma cerca piuttosto di piacere solo al Signore, per ricevere da lui la giusta ricompensa.

Ama la Compagnia, non come tuo possesso, ma come ciò che ti è stato affidato, perché porti frutti moltiplicati di carità e di servizio;e quando tornerà il Padrone della messe, sappi che di essa renderai conto davanti al suo giudizio misericordioso.

Ricorda, pertanto, che ci sei stato dato come guida, perché guardando e seguendo te, tutti noi, nel grado proprio della nostra vocazione, possiamo perseverare e crescere in questa via che conduce al Signore e raggiungere il fine per cui siamo stati creati e chiamati.

Ciò che il Padre buono ha iniziato in te, lo porti a compimento per il bene della Chiesa, della Compagnia e degli uomini.

In tutto amare e servire.

 

Il più giovane degli elettori presenti, consegna il libro delle Costituzioni al Preposito Generale, dicendo:

 

Ricevi il testo delle Costituzioni, di cui sei divenuto custode:

attendi al bene universale della Compagnia perché con la grazia di Dio e il tuo buon governo, questo corpo apostolico affidato alle tue cure possa conservarsi e svilupparsi nella carità e nel servizio a Cristo e alla Chiesa sua sposa.

 

Il P. Generale riceve il libro delle Costituzioni. Quindi in silenzio si riveste dei paramenti sacri e si dispone alla celebrazione dell’Eucaristia che offre per il bene spirituale di tutta la Compagnia.

 


postato da: undiplomatico alle ore 21:50 | link | commenti
categorie: chiesa cattolica, gesuiti

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